13 novembre 2025, a Wall Street si è consumata una giornata di vendite diffuse con i principali indici in pesante calo e con i principali titoli in sell off!
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ToggleIl Nasdaq ha perso il 2,3%, l’S&P 500 l’1,7%, mentre il Dow Jones ha chiuso a -1,7%.
La giornata è stata caratterizzata dal maggior nervosismo nei titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale, con la pressione su Nvidia (-3,6%) e Super Micro Computer (-7,4%), che ha pesato sul sentiment complessivo del mercato.
Approfondiamo ogni aspetto di questa sessione, offrendo un’analisi tecnica accurata, il focus sui titoli peggiori e un quadro completo dei mercati valutari e delle materie prime, fino ai principali indici europei e azioni italiane.
Analisi tecnica degli indici Nasdaq e S&P 500
Dal punto di vista tecnico, il Nasdaq ha chiuso sotto la media mobile a 50 periodi, segnando una criticità importante per la tenuta del trend di breve-medio termine.
La media mobile a 50 periodi, che si attesta poco sopra i 23.300 punti, funge da resistenza e la sua violazione al ribasso segnala un possibile proseguimento della fase negativa.
L’RSI a 14 periodi è sceso verso la zona di ipervenduto (attorno a 30), indicando che le pressioni di vendita stanno crescendo ma un rimbalzo tecnico potrebbe essere imminente. I principali supporti sono individuabili a 22.000 punti e poi a 21.500 punti.
Sul fronte delle resistenze immediate, oltre alla 50MA, si evidenzia la fascia attorno ai 24.000-24.300 punti, barriera cui il mercato fatica a ridare forza.

L’S&P 500 ha vissuto un andamento simile, chiudendo sotto la media mobile a 50 periodi posta vicino a 6.850 punti. L’indice ha rotto un supporto chiave a 6.730, che potrebbe ora divenire una resistenza di riferimento in caso di rimbalzo.
L’RSI testimonia una debolezza crescente, ma è ancora lontano dall’area di ipervenduto, suggerendo un margine di discesa residuo. Le resistenze da monitorare sono in area 6.850/6.900 punti, mentre il supporto prossimo si posiziona intorno a 6.650 punti.
I peggiori titoli di Wall Street con focus sulle Magnificent 7
Tra i peggiori titoli della giornata spiccano Nvidia (-3,6%), Super Micro Computer (-7,4%), Palantir (-6,5%), Broadcom (-4,3%) e Disney (-7,7%).
Queste perdite sono funzionali a un sell-off tecnico che penalizza soprattutto titoli tech e legati all’innovazione AI.
La pressione ha colpito duramente anche alcune delle Magnificent 7, in particolare Nvidia e Meta, segnalando una temporanea flessione di questi giganti che hanno finora dominato i mercati.
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Valute e materie prime: EUR/USD, GBP/USD, Dollar Index, oro e petrolio
Sul mercato valutario, l’EURUSD continua a mostrare debolezza sotto quota 1,08, evidenziando un dollaro USA robusto che si riflette anche nel Dollar Index (DXY) attestatosi a livelli prossimi ai massimi recenti. Il cambio GBPUSD si mantiene sotto pressione, oscillando sotto 1,32 con un rischio di ulteriori ribassi nel breve periodo a causa dell’incertezza sulla politica monetaria del Regno Unito.
Per quanto riguarda le materie prime, l’oro ha registrato una leggera correzione di circa l’1%, rispecchiando l’avversione al rischio e la forza del dollaro. Il petrolio, invece, resta stabile grazie alle aspettative di una domanda globale sostenuta, sia per il Brent che per il WTI.
Le performance degli indici europei e principali titoli italiani
In Europa, il DAX ha ceduto l’1,39%, riflettendo la cautela dopo la conclusione dello shutdown USA, con i mercati in attesa di nuovi impulsi macroeconomici. L’EuroStoxx50 ha segnalato invece un leggero rialzo dello 0,4%, mentre il FTSE MIB si è consolidato vicino a quota 45.000 punti, spinto da titoli come Leonardo (+1,9%) e Fincantieri (+4,8%).
Tra i più capitalizzati di Piazza Affari, si registra una stabilità relativa, anche se la volatilità rimane alta.
La giornata di mercoledì 13 novembre 2025 ha confermato una fase di volatilità e correzioni per i mercati azionari globali con particolare pressione sul settore tecnologico USA.
Le analisi tecniche degli indici Nasdaq e S&P500 indicano livelli chiave da monitorare per le prossime sedute, mentre il mercato valutario rimane dominato dalla forza del dollaro, con impatti visibili sulle coppie EURUSD e GBPUSD.
Materie prime come oro e petrolio si mostrano stabili ma sensibili ai flussi di mercato. In Europa, l’attenzione resta puntata sui segnali macroeconomici e sulle performance selettive dei titoli maggiori, in particolare a Milano.
Un quadro complesso che richiede costante monitoraggio per comprendere la direzione futura, rimanendo però nell’alveo di un’analisi tecnica e fondamentale rigorosa e priva di consigli d’investimento diretti.
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