Edu-fin 2026 a Bari: Eleonora Rossi intervista Sante Pellegrino

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Edu-fin 2026 a Bari: Eleonora Rossi intervista Sante Pellegrino su educazione finanziaria, giovani e futuro del Sud Italia.

EDU-FIN 2026

L’educazione finanziaria non è un lusso riservato a trader, consulenti o addetti ai lavori: è una competenza quotidiana che riguarda il prezzo della benzina, la gestione del risparmio, le scelte di investimento e la capacità di leggere il mondo economico.

A Bari, durante la terza edizione di Edufin 2026, Eleonora Rossi ha intervistato Sante Pellegrino, organizzatore e anima dell’evento, dando voce a una visione fatta di studio, radici territoriali e responsabilità verso le nuove generazioni.

Eleonora Rossi conduce il racconto di una giornata decisiva

Fin dall’apertura dell’intervista, Eleonora Rossi ha impostato il dialogo con Sante Pellegrino su un piano che unisce professionalità e umanità. Non si è trattato di una semplice presentazione istituzionale dell’evento, ma di una conversazione capace di raccontare le motivazioni profonde che hanno portato alla nascita di Edufin e il valore culturale che l’iniziativa vuole trasmettere.

Eleonora Rossi ha sottolineato come la giornata rappresenti un momento di grande formazione, coinvolgendo relatori, sponsor, volontari e partecipanti. Il suo ruolo di conduttrice non si è limitato a porre domande: ha aiutato a mettere a fuoco il messaggio centrale dell’evento, ovvero che l’educazione finanziaria riguarda tutti e può diventare uno strumento concreto di crescita personale e collettiva.

La scelta di dare spazio alle interviste durante Edufin 2026 ha permesso di trasformare l’evento in un racconto vivo, fatto di voci, esperienze e prospettive diverse. Grazie al contributo di Eleonora Rossi, il pubblico ha potuto avvicinarsi ai temi della finanza con un linguaggio chiaro, diretto e accessibile.

Sante Pellegrino: la mente e il motore di Edu-fin

Sante Pellegrino è stato presentato da Eleonora Rossi come l’organizzatore, la mente e il motore di Edufin. Una definizione che racchiude l’impegno di mesi di lavoro, la capacità di coordinare relatori, partner e contenuti, e la visione di un progetto che continua a evolversi anche durante lo svolgimento dell’evento.

Pellegrino ha accolto l’intervista ringraziando Eleonora Rossi per aver accettato l’invito e per aver contribuito al racconto della giornata. Il tono è stato subito collaborativo e sincero, riflettendo lo spirito di condivisione che ha caratterizzato l’intera edizione di Edufin 2026.

L’organizzatore ha spiegato che il progetto nasce da un legame autentico con la propria terra. Dopo anni trascorsi fuori per lavoro, Sante Pellegrino ha scelto di tornare a occuparsi di educazione finanziaria nel Sud, convinto che la conoscenza possa ridurre il divario culturale ed economico che ancora separa alcune aree del Paese.

Bari come simbolo di un Sud che produce opportunità

Eleonora Rossi ha aperto il dialogo proprio dal valore simbolico di Bari. Organizzare un evento di educazione finanziaria nel Sud Italia significa mandare un messaggio forte: il territorio non è solo un luogo da cui partire per cercare opportunità altrove, ma può diventare un centro di formazione, confronto e crescita.

Sante Pellegrino ha confermato questa lettura, raccontando che la scelta di Bari non è stata casuale. La Puglia rappresenta per lui la terra in cui è cresciuto e quella a cui vuole restituire parte delle competenze acquisite negli anni. Edufin nasce quindi come un progetto di radicamento territoriale, prima ancora che come un evento di settore.

Il racconto di Pellegrino ha evidenziato come il periodo dei lockdown abbia rappresentato una svolta personale. La forced pause ha portato molte persone a riflettere sul valore delle comunità locali e sulla possibilità di costruire progetti nel proprio territorio, senza dover necessariamente trasferirsi al Nord o all’estero.

L’educazione finanziaria entra nella vita quotidiana

Uno dei momenti più significativi dell’intervista tra Eleonora Rossi e Sante Pellegrino è stato il confronto sul significato reale dell’educazione finanziaria. Rossi ha evidenziato come spesso si commetta l’errore di considerarla una materia riservata agli addetti ai lavori, mentre in realtà riguarda le piccole decisioni di tutti i giorni.

Pellegrino ha portato un esempio immediato: il prezzo della benzina e del gasolio. Quando i carburanti aumentano, l’effetto non si limita alla spesa per il carburante, ma si propaga lungo tutta la catena economica. Trasportare cibo, merci e materiali costa di più, e questi costi finiscono per riflettersi sui prezzi finali pagati dalle famiglie.

Comprendere questo meccanismo significa possedere una forma di alfabetizzazione economica. Non serve diventare economisti, ma è fondamentale imparare a riconoscere le connessioni tra energia, inflazione, trasporti, produzione e potere d’acquisto. È una competenza che aiuta a interpretare le notizie e a fare scelte più consapevoli.

La storia economica come lezione per il presente

Durante il dialogo, Sante Pellegrino ha insistito sull’importanza di studiare la storia economica come parte integrante dell’educazione finanziaria. Chi conosce il passato comprende meglio il presente e può anticipare, almeno in parte, le conseguenze di determinate scelte politiche ed economiche.

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Pellegrino ha richiamato episodi storici di inflazione elevata, dai decenni passati fino alle crisi più recenti. Il ricordo delle “domeniche a piedi” raccontato dal nonno, legato al caro benzina, diventa una lezione sulla fragilità del potere d’acquisto quando mancano strumenti di prevenzione e consapevolezza.

Eleonora Rossi ha osservato con realismo che il senno di poi è sempre facile, ma ha anche riconosciuto il valore del messaggio: molte crisi non arrivano all’improvviso, ma sono il risultato di squilibri che si accumulano nel tempo. Una maggiore cultura finanziaria può aiutare a leggere i segnali e adottare misure tempestive.

Una formula ibrida per includere più persone

Una delle novità di Edufin 2026 è stata la formula ibrida, che ha unito l’evento fisico a Bari con tre incontri online. Sante Pellegrino ha spiegato a Eleonora Rossi che questa scelta è nata dalla volontà di rendere la formazione accessibile anche a chi non poteva spostarsi.

I numeri raccontati da Pellegrino confermano il successo dell’iniziativa. Per ciascun incontro online si sono registrate oltre 600 persone, con un totale di 630 iscrizioni. Durante le dirette, il pubblico attivo sul canale di educazione finanziaria live ha oscillato tra 120 e 130 persone, a fronte di una presenza fissa al monitor di circa 70 o 80 partecipanti.

Eleonora Rossi ha valorizzato questo aspetto sottolineando il principio di inclusione. La possibilità di seguire gli incontri da remoto permette a studenti, professionisti e curiosi di ogni età di accedere a contenuti di qualità, superando le barriere geografiche e logistiche.

Dal virtuale al reale: il valore dell’incontro dal vivo

Nonostante il successo delle modalità online, Sante Pellegrino ha difeso con convinzione l’importanza dell’evento in presenza. La diretta dell’evento fisico non è stata prevista, perché l’obiettivo è stato quello di trasformare la conoscenza virtuale in esperienza reale, fatta di sguardi, domande, confronti e relazioni umane.

Eleonora Rossi ha osservato che, grazie alle interviste realizzate durante la giornata, una parte dell’evento è comunque stata portata nel digitale. Questo equilibrio tra presenza fisica e contenuto online rappresenta un modello moderno di formazione, capace di unire inclusione e valore dell’esperienza condivisa.

Partecipare dal vivo significa poter porre domande dirette ai relatori, confrontarsi con altri studenti e costruire network professionali. È un aspetto che Pellegrino considera fondamentale per trasformare la curiosità in competenza stabile.

Test, certificati e responsabilizzazione dei partecipanti

Un altro elemento distintivo di Edufin 2026 è stato l’uso di test di educazione finanziaria, pensati per verificare l’apprendimento e rendere la formazione più attiva. Dei circa 80 partecipanti coinvolti nelle attività online, quasi la metà ha completato i test proposti, un dato che testimonia un livello di engagement sorprendentemente alto.

Sante Pellegrino ha spiegato che il rilascio di un certificato di educazione finanziaria aggiunge ulteriore valore al percorso. Non si tratta di un semplice attestato di partecipazione, ma di un riconoscimento che premia l’impegno e certifica l’acquisizione di competenze base.

Eleonora Rossi ha evidenziato come questo approccio ribalti la logica passiva di molti webinar. Chi partecipa non si limita ad ascoltare, ma è invitato a mettersi alla prova e a trasformare i concetti appresi in conoscenza stabile.

Giovani al centro: la vera scommessa di Edu-fin

Tra il pubblico presente a Bari, Eleonora Rossi ha notato la presenza di molti giovani e giovani donne, un segnale che conferma la bussola verso cui l’evento è orientato. La formazione finanziaria delle nuove generazioni rappresenta una vera scommessa sul futuro del Paese.

Sante Pellegrino ha sintetizzato il messaggio con tre parole ripetute con forza: “studiare, studiare, studiare”. Non uno slogan vuoto, ma un invito a recuperare il valore della conoscenza come fondamento di ogni scelta consapevole. Lo studio, soprattutto della storia e delle dinamiche economiche, permette di prevenire situazioni di disordine e di affrontare le crisi con maggiore lucidità.

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Insegnare ai giovani a leggere un bilancio, a comprendere il rischio e a distinguere tra risparmio e investimento significa dotarli di strumenti per costruire autonomia. Significa anche ridurre la vulnerabilità rispetto a truffe e promesse di rendimenti facili.

Il Sud che produce cultura, non solo che la subisce

Uno degli aspetti più significativi dell’intervista è la narrazione di un Sud attivo, capace di produrre cultura finanziaria e non soltanto di subire ritardi strutturali. Eleonora Rossi e Sante Pellegrino hanno entrambi sottolineato come Bari stia diventando un punto di riferimento per la formazione nel Mezzogiorno.

Pellegrino ha raccontato di aver lasciato anni fa il settore bancario per dedicarsi a un progetto di trading a Roma, in un periodo in cui il Sud faticava ancora a recepire alcune dinamiche di innovazione finanziaria. Quell’esperienza ha rafforzato la convinzione che la formazione possa ridurre il divario territoriale.

Il messaggio che emerge è potente: non esiste un Sud destinato a restare indietro. Esistono territori che, se supportati da progetti concreti e da figure capaci di fare da ponte tra esperienza e nuove generazioni, possono diventare laboratori di crescita e innovazione.

L’educazione finanziaria come responsabilità civile

Parlare di educazione finanziaria significa anche parlare di responsabilità civile. Comprendere come funziona l’economia permette di essere cittadini più consapevoli, capaci di valutare le politiche pubbliche e di interpretare i dati con spirito critico.

Quando una famiglia capisce perché il carrello della spesa è aumentato, quando un giovane distingue tra un investimento serio e una promessa ingannevole, quando un risparmiatore sa leggere il rischio prima di firmare un contratto, si sta costruendo una società più resiliente. È questo il vero obiettivo di Edufin.

Sante Pellegrino ha sottolineato come una maggiore cultura finanziaria avrebbe potuto, in passato, consentire l’adozione di misure preventive prima che i costi esplodessero. Eleonora Rossi ha raccolto il tema, riconoscendo che la conoscenza è sempre il primo passo verso la prevenzione.

Il messaggio finale di Sante Pellegrino

Chiusa l’intervista, resta un messaggio semplice ma potente. In un mondo economico sempre più complesso, dove inflazione, tassi di interesse, crisi energetiche e trasformazioni tecnologiche influenzano direttamente la vita delle persone, studiare non è un’opzione ma una necessità.

Sante Pellegrino ha lasciato ai partecipanti e a chi seguirà l’evento online un invito chiaro: non aspettare che la crisi arrivi per iniziare a informarsi. La prevenzione passa dalla conoscenza, e la conoscenza passa dallo studio costante, umile e curioso.

Eleonora Rossi ha chiuso il dialogo ringraziando Pellegrino per la disponibilità e per il contributo offerto alla giornata. Un saluto che sancisce non solo la fine di un’intervista, ma l’affermazione di una partnership culturale tra chi racconta e chi costruisce formazione.

Perché questo evento conta davvero

Al di là dei numeri e dei relatori, ciò che rende Edufin 2026 rilevante è la capacità di unire formazione, territorio e visione del futuro. In un Paese dove l’educazione finanziaria è ancora carente, il contributo di Eleonora Rossi e Sante Pellegrino rappresenta un tassello fondamentale per costruire una cittadinanza più consapevole.

Il messaggio che emerge dall’intervista non si limita al mondo della finanza o del trading. Riguarda chiunque voglia comprendere meglio il proprio presente e costruire con più consapevolezza il proprio futuro. E in questo senso, Bari ha dimostrato di saper trasformare un evento in movimento culturale.

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