Wall Street Oscilla tra Record e Sfide, Focus su Tech e Decisione Fed

Wall Street

Wall Street ha iniziato la settimana con un modesto rialzo, l’S&P 500 segna un nuovo record! Attesa per trimestrali e decisione Fed.

Gli investitori si preparano ad una settimana intensa, caratterizzata dagli attesi aggiornamenti trimestrali delle grandi aziende teche, dalla decisione sui tassi della Federal Reserve e il rilascio del “cruciale” rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti.

Le chiusure degli indici di Wall Street, il Dow Jones Industrial Average ha registrato un aumento dello 0,6%, mentre lo S&P 500 è salito dell’0,8%, consolidando i guadagni della settimana precedente. Il Nasdaq Composite, con una forte componente tecnologica, ha segnato un incremento superiore all’1%.

L’analsi tecnica dell’indice S&P500

L’indice S&P 500 ha chiuso la seduta di oggi, lunedì 29 gennaio 2024, in ribasso dello 0,07%, a quota 4.893 punti. Il movimento è stato caratterizzato da una fase di apertura in rialzo, che ha portato l’indice a superare la resistenza dei 4.900 punti, ma da una successiva inversione di tendenza che ha portato il prezzo a chiudere sotto i 4.900 punti.

A livello tecnico, il movimento di oggi conferma la fase di consolidamento all’interno del range compreso tra i 4.850 e i 4.950 punti. La rottura di questo range in una direzione o nell’altra determinerà la direzione futura dell’indice.

La chiusura in ribasso dell’indice S&P 500 di oggi è in linea con il trend negativo che caratterizza i mercati finanziari internazionali. Le principali cause di questa tendenza sono l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina e le crescenti pressioni economiche sui governi di tutto il mondo.

In particolare, la crescita dei tassi di interesse da parte delle banche centrali per contrastare l’inflazione sta pesando sull’economia globale, rallentando la crescita e aumentando i rischi di recessione.

In questo contesto, gli investitori sono sempre più cauti e preferiscono posizionarsi su asset più sicuri, come le obbligazioni governative. Questo sta determinando un calo dei prezzi delle azioni, che sono considerate asset più rischiosi.

Per l’indice S&P 500, la fase di consolidamento all’interno del range compreso tra i 4.850 e i 4.950 punti potrebbe continuare ancora per qualche seduta. Tuttavia, una rottura di questo range in una direzione o nell’altra potrebbe dare una direzione chiara al mercato.

In caso di rottura del supporto dei 4.850 punti, l’indice potrebbe scendere fino ai 4.800 punti. In caso di rottura della resistenza dei 4.950 punti, l’indice potrebbe salire fino ai 5.000 punti.

Da segnalare che, nella seduta di oggi, l’indice S&P 500 ha chiuso al di sotto della media mobile a 50 giorni, un segnale ribassista. Inoltre, il volume di scambi è stato relativamente basso, il che suggerisce che gli investitori sono ancora in attesa di segnali più chiari dalla riunione della Federal Reserve di mercoledì 31 gennaio.

Focus sulle Aziende Tech

A Wall Street sono cinque delle principali aziende tech pronte a presentare i risultati trimestrali. Le performance delle grandi aziende tech, protagoniste dei recenti successi dello S&P 500, saranno attentamente monitorate, soprattutto per quanto riguarda gli sviluppi nell’intelligenza artificiale e gli andamenti occupazionali.

A guidare il gruppo di azioni a Wall Street per domani martedì 30 gennaio 2024 saranno Microsoft e Alphabet, seguite da Apple, Amazon e Meta tra le oltre 100 aziende in programma per presentare i loro risultati.

wall street s&p500 index

Andamento dei Prezzi del Petrolio

I prezzi del petrolio hanno registrato un calo a causa delle preoccupazioni sulla domanda cinese, contrapposte ai rischi di approvvigionamento derivanti dalle tensioni crescenti in Medio Oriente dopo un attacco con drone contro le forze statunitensi. I future statunitensi di riferimento WTI hanno chiuso in ribasso del 1% a $76,78 al barile, mentre i future globali Brent hanno registrato un calo a $82,40 al barile.

Le prospettive dei tagli dei tassi della Fed: Analisi dell’attuale scenario di mercato e le sfide economiche

I mercati finanziari hanno recentemente toccato nuovi massimi storici, con l’S&P 500 che ha raggiunto i 4.894,16 giovedì, chiudendo la settimana a 4.890,97 e segnando un aumento dell’1,1%. L’attenzione ora si concentra sulla Federal Reserve e sulla possibile riduzione dei tassi di interesse. Tuttavia, è cruciale considerare che le dinamiche economiche attuali differiscono notevolmente da quelle del passato.

La Federal Reserve ha iniziato ad aumentare i tassi all’inizio del 2022 per gestire l’inflazione, fermandosi nell’estate dello stesso anno. Le previsioni di dicembre indicano la possibilità di tre tagli dei tassi nel 2024. Inizialmente, i trader prevedevano un taglio a marzo, ma le scommesse sono ora diminuite al 47%, rispetto all’83% di un mese fa.

Sebbene la percezione comune sia che i tagli dei tassi siano positivi per gli asset rischiosi, la realtà è più complessa. La dimensione di un potenziale taglio del 25 punti base è relativamente modesta, e l’attuale contesto economico è notevolmente diverso da quando la Fed alzava i tassi durante la crisi del 2022.

La questione principale non dovrebbe essere se la Fed taglierà o meno i tassi, ma piuttosto perché potrebbe decidere di mantenere la sua attuale posizione. Un’analisi approfondita potrebbe rivelare preoccupazioni sulla possibile surriscaldamento dell’economia o sull’ascesa dell’inflazione.

Sfumature e Risultati Economici

La previsione dei tagli dei tassi nel 2024 è stata originariamente associata a un rallentamento significativo della crescita economica e a una riduzione dei tassi di inflazione. Se la Fed dovesse rivedere questa prospettiva, potrebbe indicare una visione più positiva dell’economia.

La recente riduzione delle probabilità di taglio dei tassi è stata influenzata da segnali positivi, come rapporti migliori del previsto sulle vendite al dettaglio, la produzione industriale, la costruzione di case e il sentiment dei consumatori. Inoltre, il PIL ha registrato una crescita robusta del 3,3% nel quarto trimestre.

Mentre l’attenzione si concentra sulla possibile riduzione dei tassi, è essenziale considerare il contesto economico attuale e le sfumature che possono influenzare le decisioni della Federal Reserve. L’analisi critica e la comprensione delle dinamiche in gioco sono fondamentali per interpretare correttamente gli sviluppi di mercato e le prospettive future.


Il Leading Economic Index e l’Inesorabile Tracciatura delle Recessioni: Cosa Prevede per il 2024

Il decennio ha portato a Wall Street un’esperienza avventurosa, con il Dow Jones Industrial Average, lo S&P 500 e il Nasdaq Composite che hanno navigato tra mercati orsi e tori. Mentre la volatilità è parte integrante degli investimenti, gli occhi degli investitori sono ora puntati su un indicatore di recessione con un track record impeccabile dal 1959, il Leading Economic Index (LEI) della Conference Board. Questo strumento offre preziosi suggerimenti su cosa potrebbe accadere all’economia e ai mercati azionari degli Stati Uniti.

Il Potere del Leading Economic Index (LEI)

Il LEI, composto da 10 input mensili, ha dimostrato di anticipare i punti di svolta nel ciclo economico con una precisione notevole. Tra i suoi input finanziari figurano il Leading Credit Index e le performance dello S&P 500, mentre gli input non finanziari includono dati sulle ore medie settimanali di produzione e richieste di sussidi di disoccupazione. Secondo la Conference Board, il LEI può prevedere i cambiamenti economici con sette mesi di anticipo.

Il LEI di dicembre ha registrato una diminuzione dello 0,1%, con un tasso di crescita di sei mesi in calo del 2,9%. Anche se meno pronunciato rispetto ai mesi precedenti, questo rappresenta il 21° mese consecutivo di cali per il LEI. Storicamente, solo durante la crisi finanziaria del 2007-2009 e la recessione del 1973-1975 si sono verificati cali più prolungati.

Cambiamento Annuale nel LEI

Il vero indicatore di recessione risiede nel cambiamento annuale nel LEI. Retrospettivamente testato per 65 anni, qualsiasi calo annuale del LEI superiore al 4% ha previsto in modo impeccabile una recessione negli Stati Uniti. Anche se l’attuale calo è attenuato rispetto ai mesi precedenti, rimane quasi il doppio della soglia critica del 4%, suggerendo fortemente la probabilità di una recessione nel 2024.

Connessione tra LEI, Azioni ed Economia: Mentre le azioni e l’economia non sono direttamente legate, un’economia più debole tende a influenzare negativamente gli utili aziendali. Storicamente, la maggior parte delle cadute dell’S&P 500 è avvenuta dopo la dichiarazione di recessione, indicando che il LEI potrebbe anticipare un anno difficile per le azioni.

Il LEI non è l’unico a prevedere una recessione. L’indicatore di probabilità di recessione della Federal Reserve Bank di New York, con un track record quasi perfetto, aggiunge ulteriore conferma. Esaminando la differenza di rendimento tra titoli decennali e a tre mesi, questo strumento segnala un’elevata probabilità di recessione nei prossimi 12 mesi.

Mentre il LEI proietta ombre sul 2024, altri indicatori rafforzano l’idea di una possibile recessione. Gli investitori devono considerare attentamente queste segnalazioni per adottare strategie adeguate e navigare nel complesso panorama finanziario degli Stati.

Piazza Affari

L’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta di oggi, lunedì 29 gennaio 2024, in ribasso dello 0,48%, a quota 30.234 punti. Il movimento è stato caratterizzato da una fase di apertura in rialzo, che ha portato l’indice a superare la resistenza dei 30.500 punti, ma da una successiva inversione di tendenza che ha portato il prezzo a chiudere sotto i 30.300 punti.

A livello tecnico, il movimento di oggi conferma la fase di consolidamento all’interno del range compreso tra i 30.200 e i 30.500 punti. La rottura di questo range in una direzione o nell’altra determinerà la direzione futura dell’indice.

La chiusura in ribasso dell’indice Ftse Mib di oggi è in linea con il trend negativo che caratterizza i mercati finanziari internazionali. Le principali cause di questa tendenza sono l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina e le crescenti pressioni economiche sui governi di tutto il mondo.

In particolare, la crescita dei tassi di interesse da parte delle banche centrali per contrastare l’inflazione sta pesando sull’economia globale, rallentando la crescita e aumentando i rischi di recessione.

In questo contesto, gli investitori sono sempre più cauti e preferiscono posizionarsi su asset più sicuri, come le obbligazioni governative. Questo sta determinando un calo dei prezzi delle azioni, che sono considerate asset più rischiosi.

Per l’indice Ftse Mib, la fase di consolidamento all’interno del range compreso tra i 30.200 e i 30.500 punti potrebbe continuare ancora per qualche seduta. Tuttavia, una rottura di questo range in una direzione o nell’altra potrebbe dare una direzione chiara al mercato.

In caso di rottura del supporto dei 30.200 punti, l’indice potrebbe scendere fino ai 29.500 punti. In caso di rottura della resistenza dei 30.500 punti, l’indice potrebbe salire fino ai 31.000 punti.

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