Wall Street ed Europa, inflazione al centro – 13 maggio 2026

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Wall Street guida i rialzi, Europa consolida sui massimi in attesa dei nuovi dati d’inflazione USA e delle prossime mosse delle banche centrali

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Scenario macro: inflazione USA sotto i riflettori e petrolio in assestamento

La seduta odierna si inserisce in un contesto dominato dall’attesa per i nuovi dati di inflazione statunitense, dopo un CPI di aprile in rialzo al 3,8% su base annua e core al 2,8%, livelli che mantengono elevata l’attenzione sulle prossime mosse della Federal Reserve. I future su S&P 500 e Nasdaq mostrano un’impostazione moderatamente positiva, sostenuti in particolare dal comparto semiconduttori, mentre i future sul Dow Jones risultano più deboli, segnalando una rotazione selettiva all’interno del mercato statunitense.

Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale resta stabile intorno al 4,46%, riflettendo un equilibrio tra aspettative di inflazione e scenario di tassi più “higher for longer”.

Sul mercato delle materie prime, il Petrolio Brent arretra leggermente pur mantenendosi su livelli elevati (intorno a 107 dollari al barile), in un contesto ancora influenzato dalle tensioni in Medio Oriente, mentre l’oro consolida i recenti massimi, beneficiando della domanda di copertura e dei tassi reali ancora contenuti.

Sul Forex, il dollaro mostra un tono più robusto, con un apprezzamento del Dollar Index e un Eur/Usd in ripiegamento verso area 1,17, in linea con il fixing di riferimento della BCE (1,1715). In Europa, l’indice DAX oscilla intorno ai 24.000 punti, con una flessione nell’ordine dell’1,5–1,6%, segnalando prese di beneficio dopo i recenti massimi e un sentiment più prudente sui listini del Vecchio Continente.

Ftse Mib: consolidamento alto con supporti ben definiti

L’indice Ftse Mib si mantiene su livelli storicamente elevati, dopo avere recentemente superato la soglia psicologica dei 40.000 punti e aver testato area 47.000–47.500, zona che ha già mostrato in passato capacità di attrarre prese di beneficio.

Dal punto di vista tecnico sul daily, la struttura rimane rialzista, con prezzi che permangono al di sopra delle MM50 e MM200 e con una MM20 che funge da primo riferimento dinamico di breve periodo. I supporti di rilievo si collocano nell’area 47.200–46.950, ben evidenziata anche dalle ultime analisi intraday, mentre le resistenze immediate sono concentrate in zona 47.600–48.000 punti.

L’RSI giornaliero si mantiene in area neutrale, dopo essere uscito da una precedente condizione di ipercomprato, coerente con una fase di consolidamento in tendenza; una regressione lineare applicata alle ultime settimane continua a mostrare una pendenza positiva, ma con una velocità di salita in graduale attenuazione. In questo contesto, il breve periodo rimane orientato a una prosecuzione del movimento laterale–rialzista: il mantenimento dei supporti in area 47.000 punti favorisce uno scenario di consolidamento alto, mentre una rottura decisa di tale zona aprirebbe spazio a una correzione più articolata verso i principali livelli dinamici di medio periodo.

Blue chip italiane: rotazioni settoriali tra energia, banche e difesa

All’interno del Ftse Mib, il quadro tecnico giornaliero delle principali blue chip italiane come Enel, Eni, Generali, Intesa Sanpaolo, Stellantis, Unicredit, Banca MPS, Leonardo, Campari, Ferrari ed Essilor Luxottica riflette una fase di rotazione tra comparto finanziario, energia e industriali di qualità.

I titoli bancari, come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banca MPS, rimangono inseriti in tendenze prevalentemente rialziste sul daily, con prezzi generalmente sopra MM50 e MM200 e RSI spesso oscillante tra neutrale e lievemente ipercomprato, in linea con un contesto di tassi ancora elevati che sostiene i margini di interesse.

Nel comparto energia, Eni continua a muoversi in correlazione con il Petrolio Brent, mantenendo un’impostazione costruttiva finché i corsi del greggio restano oltre la soglia dei 100 dollari, mentre Enel mostra una struttura più difensiva, con fasi di consolidamento intorno alle principali medie mobili dopo il recupero dai minimi precedenti.

Tra i titoli industriali e della difesa, Leonardo beneficia ancora del sentiment favorevole sul settore e mantiene un quadro tecnico positivo, mentre Stellantis resta agganciata a un trend laterale–rialzista dopo il recente recupero, con livelli chiave concentrati in prossimità delle MM50 e dei massimi relativi di periodo. 

Ferrari, Campari ed Essilor Luxottica conservano un’impostazione di medio periodo impostata al rialzo, ma con un RSI che tende a rientrare da precedenti eccessi di ipercomprato, coerente con piccole fasi di pausa e rifiatamento sopra i supporti statici e dinamici di breve. Di breve periodo, lo scenario complessivo sulle blue chip italiane resta improntato a una selettiva prosecuzione delle tendenze dominanti: la tenuta delle MM50 sui principali titoli e dei supporti statici recenti sarà decisiva per mantenere il bias costruttivo, mentre eventuali rotture aumenterebbero la probabilità di una fase correttiva trasversale al listino.

Eur/Usd e Gbp/Usd: euro più debole, sterlina in assestamento

Sul Forex, il cambio Eur/Usd registra un arretramento verso area 1,17, con un fixing BCE a 1,1715 e una variazione giornaliera negativa intorno allo 0,2%, segnando una fase di moderato indebolimento dell’euro dopo i recenti massimi del mese.

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Tecnicamente, sul daily il cross mostra un’uscita da una precedente fase di recupero e si riporta in prossimità dei supporti di breve, con un primo livello rilevante individuabile in area 1,17 e un’area di sostegno più ampia tra 1,168–1,165, mentre le resistenze principali restano in zona 1,18–1,185, coincidente con massimi recenti e con la MM200.

Le MM20 e MM50 tendono a perdere inclinazione positiva, suggerendo l’avvio di una fase di consolidamento o di potenziale correzione, mentre l’RSI giornaliero scende verso la parte centrale del range, lontano dalle zone di ipercomprato viste nelle scorse settimane. In questo quadro, la regressione lineare sulle ultime sedute si sta appiattendo, a segnalare una perdita di momentum rialzista; nel breve periodo, la tenuta del supporto in area 1,17 sarà discriminante tra una semplice pausa del trend di recupero e l’avvio di una fase discendente più strutturata.

Il cambio Gbp/Usd, pur non avendo oggi un dato specifico richiamato dalle fonti, si colloca in un contesto analogo: dopo settimane di apprezzamento della sterlina, la struttura tecnica mostra segnali di consolidamento, con prezzi che tendono a oscillare attorno alle MM20 e MM50 e un RSI in area neutra, coerente con uno scenario di breve dominato da range più che da trend direzionali marcati.

Gold e Silver: metalli preziosi in consolidamento su massimi elevati

L’oro continua a muoversi su livelli storicamente elevati, con prezzi che nelle ultime settimane si sono attestati nell’area dei 4.650–4.700 dollari l’oncia, e con una recente variazione giornaliera positiva di circa lo 0,2% in un contesto di domanda di copertura ancora sostenuta.

Sul daily, la struttura resta chiaramente rialzista, con quotazioni al di sopra delle MM50 e MM200 e una MM20 che segue da vicino il movimento dei prezzi, fungendo da primo supporto dinamico di breve periodo. I supporti tecnici più vicini si collocano nelle aree 4.600–4.580 e 4.550 dollari, mentre le resistenze di breve sono identificabili in prossimità dei massimi storici recenti; l’RSI giornaliero tende a permanere in zona elevata, alternando brevi sconfinamenti in ipercomprato a fasi di rientro che sottolineano il carattere di trend maturo ma ancora intatto.

La regressione lineare delle ultime settimane mantiene una pendenza positiva, a conferma di una direzione di fondo ancora ascendente, sebbene con un momentum in graduale normalizzazione.

L’argento (Silver) segue un quadro simile, con prezzi in raffreddamento dopo un forte impulso rialzista: sul daily, le quotazioni si collocano ancora sopra le principali medie mobili, ma l’RSI ha corretto da condizioni di ipercomprato, coerente con una probabile fase di consolidamento laterale–alto nel breve periodo.

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Petrolio Brent: trend rialzista ma con prime prese di beneficio

Il Petrolio Brent si mantiene oltre quota 100 dollari al barile, con un prezzo in area 107,7 dollari e una lieve variazione negativa di giornata, dopo un rally di circa 43 dollari nell’ultimo anno, segno di un trend di fondo ancora marcatamente rialzista.

Sul grafico giornaliero, la struttura resta orientata verso l’alto, con i prezzi ampiamente al di sopra delle MM50 e MM200 e una MM20 che ha seguito con regolarità la progressione del movimento, ora sottoposto a prime prese di beneficio naturali dopo l’estensione delle ultime settimane.

I supporti più vicini si collocano intorno a 105 e 102 dollari, livelli che coincideranno con i primi test sulle medie più veloci, mentre le resistenze restano in area 108–110 dollari, corrispondenti ai massimi relativi recenti. L’RSI giornaliero, recentemente spinto verso la zona di ipercomprato, sta iniziando a rientrare, indicando un raffreddamento del momentum che potrebbe tradursi in una fase di oscillazione laterale su valori elevati.

Una regressione lineare tracciata sulle ultime sedute continua a segnalare una pendenza positiva, ma in attenuazione: a breve, lo scenario appare favorevole a una fase di consolidamento sopra i principali supporti dinamici, con eventuali rotture di tali livelli che darebbero spazio a correzioni più ampie all’interno di un trend ancora strutturalmente crescente

Nasdaq e S&P 500: tecnologia in primo piano, ma con volatilità

Gli indici statunitensi Nasdaq e S&P 500 restano vicini ai massimi storici, con i future che mostrano una leggera ripresa dopo la correzione di ieri seguita al record registrato lunedì, in un quadro dominato dai dati di inflazione e dal comportamento dei titoli tecnologici.

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Sul daily, l’S&P 500 mantiene un trend chiaramente rialzista, con prezzi sopra tutte le principali medie mobili (in particolare MM50 e MM200), che fungono da robusti riferimenti di supporto per il medio periodo; il Nasdaq, storicamente più sensibile al comparto growth e semiconduttori, presenta una pendenza della regressione lineare ancor più ripida, riflesso di un momentum ancora forte seppur soggetto a fasi di pullback tecnicamente fisiologiche.

I supporti chiave per S&P 500 si collocano in area corrispondente alla MM50 e ai precedenti massimi superati di recente, mentre per il Nasdaq i livelli tecnici di rilievo coincidono con i minimi relativi delle correzioni di breve, spesso in allineamento con le MM20 e MM50.

L’RSI giornaliero su entrambi gli indici oscilla tra zona neutra e lievemente ipercomprata, configurazione tipica delle fasi di trend maturo: nel breve, la tenuta dei supporti dinamici sarà cruciale per mantenere intatto lo scenario di forza, mentre eventuali violazioni potrebbero aprire spazio a fasi più accentuate di riassestamento senza necessariamente compromettere il quadro di fondo.

Big tech USA: Nvidia guida il sentiment, Apple e Microsoft in consolidamento

Nel comparto delle azioni USA a maggiore capitalizzazione, il focus resta sulle big tech: Nvidia, Intel, Apple, Alphabet (Google), Microsoft, Tesla, Meta, JPMorgan, Broadcom, Berkshire Hathaway, Visa, Exxon Mobil, Oracle, Johnson & Johnson, Palantir, Bank of America, AMD, General Electric, Procter & Gamble, Goldman Sachs, IBM, McDonald’s, Walt Disney e Coca Cola si muovono in un contesto dominato dalla selezione e dalle rotazioni interne al listino.

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Secondo le indicazioni pre-market, Nvidia si segnala con un guadagno di circa il 2,5%, confermando un ruolo di traino sul comparto semiconduttori e sul Nasdaq, con un quadro tecnico daily tuttora impostato al rialzo e prezzi che restano sopra le MM50, nonostante le fisiologiche fasi di volatilità dopo i forti rialzi dei mesi passati. 

Apple si colloca in area 293 dollari, con una performance giornaliera lievemente negativa e un quadro grafico che, pur avendo ritracciato dai massimi del periodo, mostra ancora prezzi superiori alla MM200, a conferma di una struttura di fondo che mantiene caratteristiche positive di medio termine. Microsoft, Alphabet, Meta e Tesla mantengono impostazioni tecniche differenziate ma accomunate da trend di medio periodo ancora costruttivi, con prezzi che generalmente si muovono al di sopra delle principali medie mobili e con RSI oscillanti tra neutralità e moderato ipercomprato a seconda del grado di estensione dei recenti movimenti.

Tra i finanziari, JPMorgan, Goldman Sachs, Bank of America e Berkshire Hathaway riflettono un contesto di tassi ancora elevati e yield curve da monitorare: sul daily, i loro grafici alternano fasi laterali di consolidamento a tentativi di ripresa, con livelli chiave spesso in corrispondenza delle MM50 e dei massimi/minimi plurimensili.

A livello di breve periodo, l’insieme delle big cap USA appare quindi inserito in uno scenario dove la forza relativa rimane concentrata sulle società a maggiore componente tecnologica e semiconduttori, mentre altri comparti mostrano strutture più laterali: la tenuta delle MM50 e dei principali supporti statici sarà determinante per preservare questa configurazione di leadership settoriale.


DAX, Eurostoxx e blue chip europee: pausa dopo i massimi, ma struttura ancora solida

L’indice DAX tratta in area 23.950–24.000 punti con una flessione intorno all’1,5%, dopo un periodo di apprezzamento che ha portato l’indice tedesco su nuovi massimi storici. Tecnicamente, sul daily il trend di fondo resta rialzista, con prezzi che si mantengono sopra le MM50 e MM200, mentre la discesa odierna rientra per ora in un movimento correttivo all’interno di un canale ascendente ben definito; i supporti più vicini si collocano poco sotto i 24.000 punti e in area 23.500, mentre le resistenze sono rappresentate dai massimi storici aggiornati di recente.

L’Eurostoxx (ampio riferimento europeo) mostra un quadro analogo, con una fase di consolidamento dopo la corsa dei mesi precedenti e con un RSI giornaliero che si sposta progressivamente dalla zona di ipercomprato verso valori più neutri, coerente con una pausa di mercato piuttosto che con un’inversione strutturale.

Tra le principali blue chip europee, titoli come ASML, LVMH, SAP, Hermes, Siemens, Santander, Allianz, Schneider, BNP Paribas, Spotify, ING, AXA, Deutsche Bank, Société Générale e Volkswagen risentono della fisiologica fase di storno degli indici ma mantengono, nella maggior parte dei casi, strutture di medio termine ancora costruttive.

I titoli del lusso come LVMH e Hermes si muovono in consolidamento dopo i recenti massimi, spesso con prezzi che oscillano attorno alle MM20 e MM50 e un RSI in progressivo rientro dall’ipercomprato, mentre i finanziari come Allianz, BNP Paribas, AXA, Deutsche Bank, Société Générale e Santander alternano fasi laterali e tentativi di continuazione rialzista, sostenuti da tassi ancora relativamente elevati e da bilanci complessivamente solidi.

Nel comparto tecnologico e industriale, ASML, SAP, Siemens e Schneider presentano grafici ancora impostati al rialzo sul daily, con prezzi spesso sopra MM50 e MM200, ma con un momentum in via di normalizzazione dopo le forti accelerazioni precedenti. Nel breve termine, l’insieme dei principali titoli europei appare inserito in una fase di digestione dei recenti guadagni: la tenuta delle medie mobili di medio periodo e dei supporti chiave sarà il discrimine tra una semplice pausa fisiologica e l’innesco di correzioni più profonde.

Sintesi tecnica di giornata: trend maturi, consolidamento su livelli chiave

Lo scenario tecnico complessivo della seduta odierna evidenzia mercati azionari ancora impostati al rialzo nel medio periodo, ma inseriti in fasi di consolidamento dopo i massimi storici o pluriennali toccati da S&P 500, Nasdaq, DAX e Ftse Mib. Le principali medie mobili giornaliere (MM50 e MM200 in particolare) continuano a fungere da supporto strutturale, mentre gli oscillatori come l’RSI mostrano spesso il rientro da condizioni di ipercomprato, indicando una normalizzazione del momentum più che un’inversione conclamata dei trend.

Sul Forex, l’Eur/Usd arretra verso area 1,17 in un contesto di rafforzamento del dollaro, mentre tra le commodities l’oro consolida su livelli record e il Petrolio Brent mantiene un’impostazione rialzista pur mostrando i primi segnali di rifiatamento.

Nel breve periodo, i possibili scenari ruotano attorno alla tenuta dei supporti chiave identificati sui principali indici e sui maggiori titoli internazionali: il mantenimento di tali livelli favorirà una prosecuzione delle fasi laterali–rialziste con possibili nuovi massimi in caso di dati macro favorevoli, mentre eventuali rotture più marcate dei supporti dinamici e statici di riferimento potrebbero innescare correzioni più ampie, pur in un quadro di fondo che resta ancora orientato verso una tendenza positiva di medio termine.

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