Wall Street: tra attese Fed ed “effetto settembre”

Wall Street Fed
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Settembre si conferma anche nel 2025 un mese cruciale e tradizionalmente difficile per i mercati azionari di Wall STreet.

Il cosiddetto “effetto settembre,” noto per una storica tendenza al calo, si manifesta anche quest’anno con incertezze e volatilità accentuate dalla politica monetaria della Federal Reserve e dagli indicatori economici negli Stati Uniti.

Attese di taglio tassi e impatto sul mercato

Wall Street si prepara con quasi unanimità all’ipotesi che la Fed riduca i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali nel meeting centrale di metà settembre. Gli investitori sperano che il presidente Jerome Powell indichi ulteriori tagli mirati a sostenere il mercato azionario, ancora intaccato dai rischi geopolitici e dall’inflazione elevata. Questa prospettiva ha portato gli indici principali, come l’S&P 500, a toccare nuovi massimi storici nelle ultime settimane, nonostante una composita situazione di volatilità e incertezza economica.

Wall Street Powell
FILE PHOTO: A screen displays a statement by Federal Reserve Chair Jerome Powell following the U.S. Federal Reserve’s announcement as a trader works on the trading floor of the New York Stock Exchange (NYSE) in New York City, U.S., September 22, 2021. REUTERS/Brendan McDermid

Performance e trend degli indici principali di Wall Street

L’S&P 500 ha registrato un andamento molto positivo, arrivando a superare la soglia dei 6.600 punti in settembre, con una crescita del +12% dall’inizio dell’anno e un guadagno mensile dell’ordine del 2,5%. Nonostante questa forza, l’indice mostra segnali di cedimento attorno a livelli di resistenza tecnici molto importanti, come quello a 6.650 punti, e resta vulnerabile a correzioni nel breve termine. Le previsioni di medio termine suggeriscono un possibile movimento verso nuovi massimi storici, ma con molta attenzione alla politica monetaria e all’evoluzione geopolitica.

Il Nasdaq Composite, dopo un forte rialzo durante l’estate, si trova in una fase di consolidamento e presenta una volatilità contenuta con volumi di scambio stabili, in attesa delle prossime decisioni della Fed. Anche il settore tecnologico rimane sotto osservazione per l’impatto che possono avere le dinamiche dei tassi di interesse sui titoli growth.

Il “Mese più crudele” per Wall Street

Statisticamente, settembre è il mese più difficile per Wall Street. Dal 1928 a oggi, l’S&P 500 ha mostrato una performance media negativa nell’ordine dell’1,1% circa in questo mese. Nel decennio più recente, questa performance è peggiorata, arrivando a medie intorno al -2%, a causa di eventi stagionali, dati macroeconomici e rischi geopolitici. Anche se le tensioni di inflation rate e il mercato del lavoro sono i driver principali attesi per guidare la Fed nelle sue scelte di politica monetaria, la volatilità nel mese resta prevedibile e significativa.

Prospettive per fine settembre e oltre

Le previsioni a breve termine indicano che l’S&P 500 potrebbe rimanere in un range di oscillazione tra 6.560 e 6.750 punti, in attesa di nuovi sviluppi che deriveranno dai dati sull’inflazione e sull’occupazione americana. Rimane alta la cautela degli investitori in vista di possibili eventi geopolitici e dei dati economici chiave, che potrebbero influenzare sia la politica della Fed sia la fiducia sui mercati. A medio termine, l’economia USA mostra segnali di crescita superiore al 3% e un’attesa di aumento degli utili societari del 14% per il prossimo anno, elemento che supporta la visione positiva sul mercato nel medio-lungo periodo.

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Settori chiave a Wall Street in settembre 2025

A settembre 2025, i mercati statunitensi vedono una sovraperformance delle small-cap e dei titoli value, che risultano ancora relativamente sottovalutati rispetto ai titoli growth. Questo offre spunti interessanti per investitori che cercano diversificazione e copertura dalla volatilità stagionale tipica di questo periodo.

Settore tecnologico e Nasdaq

Il settore tecnologico rimane un traino importante, con il Nasdaq Composite che ha toccato un nuovo massimo storico nonostante una leggera correzione recente (-0,07% il 16 settembre). Titoli come Microsoft, Apple, Amazon e Nvidia continuano a mostrare performance positive su base annua, con Nvidia che registra circa +47% e Microsoft intorno al +17%. La fiducia degli investitori nel tech rimane alta in vista della prossima decisione della Fed e degli sviluppi nei settori AI e data center.

Settore energia e materie prime

Il settore energia registra un buon momentum, con aziende come Chevron che segnano rialzi (+0,44%). L’EIA prevede consumi energetici in crescita record per il 2025 e 2026, spinti dalla crescente domanda di elettricità soprattutto nel comparto residenziale e commerciale, trainata dall’adozione di tecnologie digitali e il progressivo abbandono dei combustibili fossili tradizionali per riscaldamento e trasporti.

Titoli finanziari e altri settori

Anche il settore finanziario mostra segnali di forza, con società come Goldman Sachs e Morgan Stanley in crescita rispettivamente del +63% e +58% circa nell’anno, beneficiando delle attese di una politica monetaria più accomodante e di una ripresa economica di buon livello. Alcuni settori ciclici come industriali e sanità evidenziano una certa fragilità, ma rimangono sotto osservazione per ulteriori segnali di rialzo nel medio termine.

Titoli chiave sotto osservazione

  • Microsoft (MSFT): Con una performance positiva di circa +17% annuo, Microsoft continua a beneficiare dell’espansione dei suoi servizi cloud e dell’AI. La solidità del bilancio e la capacità di innovazione la rendono un titolo core per portafogli tecnologici.
  • Nvidia (NVDA): In evidenza per la crescita del +47% dall’inizio dell’anno, Nvidia è leader nel settore delle GPU e AI, con prospettive di espansione molto robuste per i prossimi anni. Rimane comunque un titolo con volatilità più alta rispetto al tech più tradizionale.
  • Chevron (CVX): Tra i titoli energetici, Chevron è un’opportunità interessante con un rialzo di +0,44% nelle ultime sedute e una domanda energetica in crescita prevista dall’EIA per il 2025-26.
  • Goldman Sachs (GS) e Morgan Stanley (MS): Titoli finanziari che traggono vantaggio dall’aspettativa di una politica monetaria più accomodante; hanno registrato performance rispettivamente di +63% e +58% da inizio anno.

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