Nasdaq 100 in recupero dai minimi: Nvidia sostiene il tech, ma Fed e Jackson Hole saranno decisivi per confermare il rimbalzo rialzista.
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Il Nasdaq 100 recupera terreno dopo il test dei minimi intraday e torna sopra 29.500 punti, sostenuto dall’effetto Nvidia e dalla ritrovata domanda sul comparto tecnologico. Il rimbalzo migliora il quadro di brevissimo periodo, ma non è ancora sufficiente per archiviare la fase di incertezza: il SuperTrend giornaliero a 29.690,8 punti resta la resistenza tecnica da riconquistare per trasformare la reazione dai minimi in una ripresa rialzista più credibile.
La seduta si inserisce in un contesto di mercato complesso. I numeri di Nvidia hanno riacceso l’attenzione sulle società esposte all’intelligenza artificiale, confermando che la domanda di infrastrutture per data center, chip accelerati e capacità di calcolo resta molto elevata. Parallelamente, gli investitori mantengono un atteggiamento prudente in attesa delle indicazioni della Federal Reserve da Jackson Hole, dove il dibattito su inflazione, tassi e rendimenti obbligazionari potrebbe influenzare in modo diretto la direzione delle Borse globali.
Il Nasdaq resta al centro di questo equilibrio. Da un lato, l’indice beneficia della forza degli utili tecnologici, in particolare nel segmento dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale. Dall’altro, rimane particolarmente vulnerabile a un rialzo dei rendimenti dei Treasury o a un messaggio restrittivo della Fed, poiché le valutazioni dei titoli growth dipendono in misura significativa dalle aspettative sugli utili futuri e dal costo del capitale.
NAS100: recupero dai minimi intraday, ma il segnale rialzista non è ancora completo
Nella seduta odierna il NAS100 quota 29.556,3 punti, in rialzo dello 0,69%, pari a 202,6 punti. L’indice ha aperto a 29.443,1 punti, ha inizialmente allungato al ribasso fino a segnare un minimo intraday a 29.337,8 punti e ha poi attirato nuovi acquisti, estendendo il recupero fino a un massimo di 29.596,3 punti.
La struttura della candela giornaliera mostra una reazione favorevole dei compratori dopo il test della fascia 29.300–29.400 punti. Il recupero sopra 29.500 punti segnala che il mercato è riuscito, almeno nella fase centrale della sessione, ad assorbire parte delle vendite iniziali. Si tratta di un elemento positivo perché indica una presenza della domanda in prossimità dei livelli inferiori, ma non basta da solo per decretare la ripresa di un trend rialzista strutturato.
Il primo punto tecnico da osservare è il massimo intraday a 29.596,3 punti. Il superamento netto di questa soglia migliorerebbe la struttura di brevissimo periodo e confermerebbe che il recupero non è soltanto una reazione meccanica dopo l’affondo iniziale. Tuttavia, il livello realmente decisivo è collocato a 29.690,8 punti, dove passa il SuperTrend giornaliero.
Il SuperTrend resta al di sopra delle quotazioni e continua a funzionare come resistenza dinamica. Finché il NAS100 non riuscirà a chiudere stabilmente oltre quest’area, il movimento rialzista dovrà essere interpretato come un rimbalzo all’interno di una struttura ancora esposta al rischio di nuove vendite. Una chiusura giornaliera sopra 29.690,8 punti cambierebbe invece la lettura tecnica, perché riporterebbe il prezzo oltre il principale riferimento dinamico di breve periodo.
Il recupero odierno, inoltre, avviene con volumi ancora contenuti. Gli scambi si attestano a 239,91K, sensibilmente al di sotto della media di 493,46K evidenziata sul grafico. Questo elemento non invalida il recupero, ma suggerisce prudenza. Un breakout privo di partecipazione potrebbe risultare fragile e lasciare spazio a un ritorno sotto le resistenze appena superate. Per questo, oltre al livello di prezzo, sarà importante valutare l’eventuale aumento dei volumi in caso di attacco all’area 29.596–29.691 punti.
La soglia dei 29.500 punti torna centrale per il sentiment
Il ritorno sopra 29.500 punti ha un valore operativo e psicologico. Dopo la debolezza iniziale, la riconquista di questa soglia segnala che la domanda ha recuperato il controllo della parte centrale della seduta. Se l’indice riuscirà a mantenersi stabilmente sopra questo livello, la pressione in vendita potrebbe attenuarsi ulteriormente e favorire nuovi tentativi di allungo verso i massimi intraday.
La permanenza sopra 29.500 punti non garantisce però la continuazione del movimento rialzista. In una fase caratterizzata da prudenza macro e da volumi inferiori alla media, questa soglia va considerata soprattutto come un termometro del sentiment. Una tenuta sopra l’area indicherebbe che il mercato continua a comprare le debolezze. Una ricaduta al di sotto, invece, ridurrebbe la forza del recupero e segnalerebbe che i venditori restano attivi sulle resistenze.
Il primo supporto intraday da monitorare è 29.443,1 punti, coincidente con il livello di apertura della giornata. Il mantenimento dei prezzi sopra questa soglia contribuirebbe a preservare la struttura positiva della candela giornaliera. Al contrario, una discesa sotto l’apertura ridurrebbe il significato del recupero e aumenterebbe la probabilità di un nuovo test dei minimi di sessione.
Il supporto più importante nel brevissimo termine resta 29.337,8 punti, cioè il minimo intraday. La violazione confermata di questo livello annullerebbe il segnale di reazione emerso nel corso della giornata e riaprirebbe lo spazio per una correzione più estesa. In quel caso, l’attenzione si sposterebbe sulla media mobile collocata a 29.092,6 punti, primo riferimento dinamico posto al di sotto delle quotazioni.
L’area 29.093–28.827 punti protegge il trend di fondo
Nonostante la fase di incertezza di breve periodo, il quadro tecnico di medio termine resta relativamente costruttivo. Il NAS100 si trova ancora al di sopra delle principali medie mobili presenti sul grafico, posizionate a 29.092,6 e 28.827,0 punti. Questa configurazione indica che la recente debolezza non ha ancora compromesso l’impostazione rialzista di fondo.
L’area compresa tra 29.093 e 28.827 punti assume quindi un’importanza strategica. Si tratta di una fascia nella quale convergono due supporti dinamici rilevanti e che potrebbe attirare nuovamente gli acquisti in caso di discesa dell’indice. Per i compratori, rappresenterebbe il principale banco di prova: una tenuta dell’area confermerebbe che la correzione resta compatibile con una fase di consolidamento; una rottura decisa, invece, renderebbe la struttura più vulnerabile.
La prima media mobile, posta a 29.092,6 punti, potrebbe agire da supporto intermedio in caso di perdita del minimo intraday. Il cedimento di questa soglia aumenterebbe però la probabilità di un approfondimento verso 28.827 punti, dove transita il secondo riferimento dinamico e dove passa una soglia fondamentale per valutare la tenuta del trend delle ultime settimane.
Una chiusura giornaliera sotto 28.827 punti avrebbe implicazioni più significative. Non si limiterebbe a segnalare una normale correzione intraday, ma indicherebbe un deterioramento della struttura di medio periodo. In quel caso, gli operatori potrebbero iniziare a ridimensionare le aspettative rialziste e a valutare il rischio di un movimento correttivo più ampio.
L’RSI si posiziona a 54,42 punti, al di sopra della propria media a 50,75. L’indicatore segnala che il momentum è tornato in territorio positivo: il mercato non è in ipercomprato e la pressione in acquisto appare superiore a quella in vendita. Allo stesso tempo, non emerge una condizione di accelerazione particolarmente intensa. Il quadro è quindi positivo ma non ancora esplosivo, coerente con un rimbalzo che necessita di conferme sui livelli di resistenza.

Nvidia rilancia il comparto tecnologico con ricavi oltre 96 miliardi
La forza relativa del settore tecnologico trova una spiegazione nei risultati trimestrali di Nvidia. Il gruppo ha comunicato ricavi per 96,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre fiscale 2027, chiuso il 26 luglio 2026.
Il dato segna una crescita del 106% su base annua e del 18% rispetto al trimestre precedente, confermando una dinamica eccezionale nel mercato dei chip per intelligenza artificiale e data center.
Il motore principale della crescita è la divisione Data Center, che ha generato circa 89 miliardi di dollari di ricavi. Questo segmento rappresenta oltre il 92% del fatturato totale del gruppo e ha registrato un incremento del 117% su base annua.
Il dato evidenzia la profondità della domanda proveniente dai grandi operatori cloud, dalle piattaforme digitali, dalle imprese impegnate nello sviluppo di modelli generativi e dalle organizzazioni che stanno aumentando gli investimenti in capacità computazionale.
Nvidia non è più soltanto una società di semiconduttori: il mercato la considera il principale snodo dell’ecosistema AI. I suoi prodotti vengono impiegati per addestrare e far funzionare modelli linguistici, sistemi di analisi avanzata, applicazioni di automazione industriale, software per la ricerca scientifica e infrastrutture cloud ad alta intensità di calcolo. La crescita dei ricavi riflette quindi non soltanto l’aumento delle vendite di chip, ma una trasformazione più ampia della spesa tecnologica globale.
La domanda resta intensa perché il settore si trova ancora in una fase di forte investimento. Le grandi aziende tecnologiche continuano ad aumentare i budget destinati ai data center e alle piattaforme AI, mentre un numero crescente di imprese tradizionali tenta di integrare strumenti di intelligenza artificiale nelle proprie attività. Questa tendenza ha sostenuto non solo Nvidia, ma anche l’intera filiera dei semiconduttori, delle reti, dei server, del cloud e dell’energia necessaria ai data center.
Guidance forte, ma margini e Cina restano sotto osservazione
Per il trimestre successivo Nvidia ha indicato ricavi nell’area dei 108 miliardi di dollari, superando le aspettative del mercato. La società ha inoltre segnalato una crescita annuale dei ricavi per il fiscal 2028 vicina al 70%, oltre il 44% atteso dal consenso. Si tratta di un’indicazione che rafforza la tesi secondo cui il ciclo dell’intelligenza artificiale non si stia esaurendo nel breve periodo.
Tuttavia, il mercato non valuta più esclusivamente la crescita dei ricavi. Dopo l’eccezionale espansione degli ultimi trimestri, gli investitori si concentrano sempre di più sulla sostenibilità dei margini, sulla generazione di cassa e sulla capacità di Nvidia di mantenere una posizione dominante in un settore che attira concorrenza e investimenti sempre più consistenti.
Il margine lordo trimestrale si è attestato vicino al 75%, un livello estremamente elevato per una società hardware. Per il periodo successivo, tuttavia, è attesa una moderata compressione, anche a causa dell’aumento dei costi della memoria HBM e di altri componenti essenziali per la produzione delle piattaforme AI più avanzate.
Un altro dato rilevante è il free cash flow, pari a circa 21,3 miliardi di dollari nel trimestre. Il valore è cresciuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma risulta inferiore a quello del trimestre precedente. La variazione è legata anche a un incremento dei crediti commerciali e delle scorte. In un settore in rapida espansione, una maggiore necessità di capitale circolante può essere fisiologica, ma il mercato continuerà a osservare con attenzione la capacità di trasformare la crescita dei ricavi in liquidità disponibile.
La Cina resta un ulteriore elemento di incertezza. La guidance non include vendite di chip per data center al mercato cinese, riflettendo l’impatto delle restrizioni tecnologiche e commerciali. Il tema non riguarda soltanto Nvidia: il controllo sulle esportazioni di semiconduttori avanzati può incidere sull’intera catena globale della tecnologia, dalla domanda di componenti alle strategie produttive e alla distribuzione dei ricavi geografici.
Nvidia sul grafico: 225 dollari è la resistenza decisiva
Sul piano tecnico, Nvidia ha chiuso la seduta regolare del 26 agosto nell’area 209,66–210,00 dollari. Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo ha guadagnato circa il 7% nel pre-market del 27 agosto, avvicinandosi alla fascia 224–225 dollari.
La soglia dei 225 dollari rappresenta ora il livello chiave. Un superamento confermato, accompagnato da volumi sostenuti, darebbe maggiore solidità al breakout post-earnings e potrebbe favorire un’estensione verso 231 dollari. Oltre questa prima proiezione, l’attenzione si sposterebbe verso 250 dollari e, in un contesto di forte continuità del momentum, verso la fascia dei 267 dollari.
La struttura tecnica resta favorevole. Il titolo quota sopra le principali medie mobili di breve e medio periodo, l’RSI si muove in territorio neutrale-rialzista, nell’area 55–60 punti, e il MACD segnala un’impostazione positiva sul grafico giornaliero. I volumi registrati nel dopo mercato e nel pre-market risultano particolarmente elevati, un fattore coerente con l’interesse degli investitori dopo la diffusione dei dati trimestrali.
La sequenza recente dei prezzi resta costruttiva. Nvidia ha segnato un Higher Low a 207,25 dollari il 24 agosto, un Higher High a 214,73 dollari il 25 agosto e una fase di consolidamento tra 210,00 e 213,60 dollari nella seduta del 26 agosto. Il salto verso 225 dollari nel pre-market rappresenta quindi il tentativo di uscita verso l’alto da questa fase di pausa.
Il primo supporto dopo il breakout si colloca tra 218,40 e 218,75 dollari, in corrispondenza dei massimi recenti. Più in basso, l’area 210 dollari assume un valore psicologico e tecnico rilevante, perché coincide con la chiusura pre-earnings. Una ricaduta sotto tale soglia ridurrebbe la forza della reazione e aumenterebbe il rischio di un ritorno verso 208,48 e 207,25 dollari.
La soglia dei 200 dollari resta il supporto strategico più importante. La sua tenuta consentirebbe di considerare eventuali correzioni come una fase di consolidamento all’interno di un trend ancora positivo. Una rottura convincente di 200 dollari, invece, renderebbe più probabile una revisione della struttura rialzista di medio periodo.
Europa prudente, Piazza Affari selettiva
Le Borse europee si muovono senza una direzione univoca. L’Euro Stoxx 50 segna una lieve flessione dello 0,08%, mentre il GER40 avanza dello 0,26%. L’US500 registra un progresso dello 0,26%, ma l’US30 perde lo 0,36%, segnalando una divergenza tra titoli tecnologici, comparti ciclici e blue chip tradizionali.
La volatilità resta contenuta. Il VIX si attesta a 15,76 punti, un livello che non indica una fuga generalizzata dagli asset rischiosi. Il dato suggerisce che il mercato non sta prezzando un’imminente fase di stress, ma non esclude movimenti improvvisi qualora Jackson Hole producesse sorprese sul fronte monetario.
A Piazza Affari, la reazione del comparto tecnologico ha sostenuto titoli come STMicroelectronics, in rialzo di circa il 2,88%, e Prysmian, in aumento del 2,42%. Tra le medie capitalizzazioni si sono distinte Technoprobe, LU-VE Group, WIIT e Carel Industries, tutte favorite dal ritorno dell’interesse sui temi della tecnologia, delle infrastrutture digitali e dell’automazione.
Sul lato opposto, Ferrari, Buzzi, DiaSorin e Inwit hanno mostrato maggiore debolezza. Nel segmento MidCap, GVS e D’Amico International Shipping hanno registrato cali più marcati. Il comportamento di Piazza Affari riflette quindi un mercato selettivo, nel quale gli investitori privilegiano esposizioni legate alla crescita strutturale e riducono l’interesse per i titoli più vulnerabili a rallentamento ciclico, rendimenti elevati o prese di profitto.
BTP-Bund, petrolio, oro e forex: i segnali del mercato
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi a dieci anni resta vicino agli 80 punti base. Il rendimento del BTP decennale si muove nell’area 4,03–4,05%. La stabilità del differenziale suggerisce che, almeno nella prima parte della seduta, non si stia verificando un deterioramento significativo della percezione del rischio sull’Italia.

La direzione dei rendimenti dipenderà però dalle aspettative sulle banche centrali, dall’andamento dei Treasury statunitensi e dalle indicazioni che emergeranno da Jackson Hole. Un messaggio più rigido della Fed potrebbe spingere al rialzo i rendimenti globali, influenzando sia le valutazioni azionarie sia il mercato obbligazionario europeo.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si muove in ribasso. Il WTI viene indicato intorno a 80,67 dollari al barile, con una flessione di circa l’1,90%, mentre il Brent oscilla nell’area 86,7 dollari. La debolezza del greggio riflette i timori sulla domanda globale e una maggiore attenzione degli operatori alle prospettive di crescita economica.
L’oro resta invece su livelli elevati, nell’area compresa tra 4.595 e 4.652 dollari l’oncia. La tenuta del metallo prezioso segnala che parte del mercato conserva una domanda di copertura, nonostante la volatilità contenuta sulle azioni. L’oro tende a beneficiare dell’incertezza macroeconomica, delle aspettative di tassi meno restrittivi e di un eventuale indebolimento del dollaro.
Sul mercato valutario, l’EUR/USD oscilla tra 1,1646 e 1,1654, mostrando una sostanziale stabilità rispetto alla vigilia. L’USD/JPY si muove nell’area 159,31–159,37. Il dollaro resta condizionato dall’equilibrio tra inflazione, rendimenti e aspettative sui tassi della Federal Reserve, mentre l’euro risente delle indicazioni che potrebbero emergere dai verbali della Banca Centrale Europea.
Jackson Hole può confermare o negare il rimbalzo
L’evento più importante per la seduta e per l’immediato futuro dei mercati resta Jackson Hole. Gli investitori cercheranno segnali sulla determinazione della Federal Reserve nel contrastare l’inflazione, sulla lettura della crescita statunitense e sulla possibile evoluzione della politica monetaria.
Un messaggio restrittivo potrebbe rafforzare il dollaro e sostenere i rendimenti obbligazionari. In tale scenario, i titoli tecnologici e growth potrebbero subire prese di profitto, poiché un aumento del costo del capitale tende a ridurre l’attrattiva delle valutazioni più elevate. Il Nasdaq sarebbe quindi uno degli indici più esposti a una reazione negativa.
Un tono più flessibile o accomodante avrebbe invece il potenziale per sostenere gli asset rischiosi. Un ridimensionamento delle attese sui tassi, o un messaggio percepito come meno aggressivo, potrebbe favorire il Nasdaq, i titoli del comparto AI, l’oro e i mercati obbligazionari.
Il punto centrale è che il mercato non sta valutando soltanto il livello attuale dei tassi, ma soprattutto la loro traiettoria futura. Le aziende tecnologiche possono continuare a crescere rapidamente, come dimostrano i risultati di Nvidia, ma per giustificare valutazioni elevate hanno bisogno di un contesto finanziario che non diventi eccessivamente penalizzante.
Tre scenari per il NAS100
Scenario rialzista. Il superamento di 29.596,3 punti costituirebbe il primo segnale concreto di continuità. La chiusura giornaliera oltre il SuperTrend a 29.690,8 punti confermerebbe la ripresa dei compratori e aumenterebbe la probabilità di un’estensione rialzista. Il segnale assumerebbe maggiore affidabilità se accompagnato da volumi superiori agli attuali 239,91K.
Scenario laterale. Finché l’indice resterà compreso tra 29.337,8 e 29.690,8 punti, il mercato potrebbe proseguire in una fase di consolidamento. Questo scenario sarebbe coerente con l’incertezza legata alla Fed, ai rendimenti e al tentativo del settore tecnologico di assorbire l’impatto post-earnings di Nvidia. In questa fase, i breakout senza volumi potrebbero rivelarsi poco sostenibili.
Scenario ribassista. Il ritorno sotto 29.443,1 punti indebolirebbe la struttura positiva emersa durante la seduta. La perdita di 29.337,8 punti annullerebbe il recupero dai minimi e sposterebbe l’attenzione verso la SMA a 29.092,6 punti. Se anche questo livello cedesse, il mercato potrebbe estendere la correzione verso l’area 28.827–29.093 punti, dove si concentra il principale supporto dinamico di medio periodo.
In sintesi, il NAS100 conserva una struttura di fondo recuperabile fintanto che resta sopra l’area 29.337–29.093 punti. Il recupero odierno è un segnale incoraggiante, ma la conferma operativa richiede il superamento di 29.596,3 punti e, soprattutto, una chiusura giornaliera sopra 29.690,8 punti.
La combinazione tra risultati di Nvidia, evoluzione dei rendimenti e comunicazione della Federal Reserve determinerà se il mercato potrà trasformare il rimbalzo in una nuova fase rialzista oppure se dovrà affrontare un ulteriore consolidamento. In una seduta guidata da tecnologia, politica monetaria e livelli tecnici, la selettività resta essenziale: la forza del comparto AI è evidente, ma il contesto macro può ancora cambiare rapidamente il sentiment.

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