Luglio 2025 Economia in fermento: i nuovi dazi USA scuotono i mercati globali, mentre l’Unione Europea affronta una profonda crisi d’identità. In Italia, le fusioni bancarie ridefiniscono le strategie economiche delle Banche Centrali e degli investitori istituzionali.
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Dazi USA: Una Tempesta Commerciale con Opportunità Nascoste
Trump annuncia dazi del 30% su UE e Messico dal 1° agosto 2025: mercati in calo, reazione immediata su Eurostoxx, Dow e S&P.
Le Borse europee mostrano resilienza: il Ftse Mib di Milano limita le perdite a -0,13%, Francoforte cede lo 0,93%, Parigi lo 0,46%, Amsterdam lo 0,36%, e Madrid lo 0,2%, mentre Londra, esclusa dai dazi, guadagna lo 0,39%. L’Europa risponde con contromisure da 72 miliardi di euro, colpendo prodotti americani come Harley-Davidson, Levi’s, e bourbon del Kentucky.
Il caponegoziatore UE Maros Sefcovic interpreta i dazi come una mossa tattica, annunciando nuovi colloqui: “Non possiamo fermarci senza un vero sforzo negoziale.” Secondo Oxford Economics, i dazi potrebbero ridurre il PIL italiano dello 0,4% nel 2025 e dello 0,6% nel 2026, con un calo delle esportazioni del 2,2%. Settori come il Made in Italy (moda, alimentare, macchinari) sono a rischio, ma utility e green tech mostrano resilienza.
Petrolio in Rialzo: Tensioni Geopolitiche e Domanda Cinese

I prezzi del petrolio toccano i massimi delle ultime tre settimane, con il Brent a 71,07 dollari (+0,31%) e il WTI a 69,15 dollari (+1,69%).
Le speculazioni su nuove sanzioni USA contro la Russia, unite a un aumento delle importazioni cinesi di greggio (+7,4% a 12,14 milioni di barili al giorno a giugno 2025, il massimo da agosto 2023), sostengono le quotazioni.
Trump ha annunciato l’invio di missili Patriot all’Ucraina e una “dichiarazione importante” sulla Russia, mentre il Congresso USA valuta sanzioni bipartisan e l’UE prepara un 18° pacchetto di misure contro Mosca, includendo un tetto di prezzo più basso sul petrolio russo. L’Agenzia Internazionale per l’Energia prevede un mercato petrolifero più rigido, con il Brent in rialzo del 3% e il WTI del 2,2% la scorsa settimana.
La domanda cinese, guidata da industria e trasporti, rafforza i prezzi, mentre la scoperta di gas in Angola da parte di Eni e Azule Energy (con BP, potenziale di 2 trilioni di piedi cubi) consolida il ruolo delle major energetiche.
Bitcoin: Un asset nella Volatilità Globale?
Il Bitcoin ha raggiunto un record storico a 122.049 dollari (+2,8%), spinto dall’incertezza legata a dazi e tensioni geopolitiche. Pur sempre un mercato “over the counter” che registra movimenti di volatilità in arbitrggio con gli andamenti delle borse.
Risiko Bancario Italiano: Tensioni Normative e Opportunità di Crescita
La Commissione Europea ha messo in discussione il decreto italiano del 18 aprile 2025, che impone obblighi alla fusione tra UniCredit e Banco BPM, definendolo una possibile violazione dell’articolo 21 del Regolamento UE sulle concentrazioni, delle norme sulla libera circolazione dei capitali, e della vigilanza prudenziale della BCE.
Il TAR ha accolto solo alcune istanze di UniCredit (-0,16%) contro il golden power, che obbliga l’uscita dal mercato russo entro gennaio 2026.
Banco BPM (+3,5%) attende sviluppi, mentre BPER Banca (+4,48%) celebra il successo dell’OPS su Popolare di Sondrio (+4,55%), con adesioni al 58%. MPS (+1,32%) avvia l’OPS su Mediobanca (-0,6%), che terminerà l’8 settembre, e Credit Agricole (-0,2%) punta a salire oltre il 20% di Banco BPM. Palazzo Chigi risponde con spirito collaborativo, ribadendo la legittimità del decreto, già ritenuto valido dai giudici amministrativi. Questo risiko bancario, con fusioni e acquisizioni, potrebbe consolidare il settore, ma le tensioni normative aggiungono incertezza

Piazza Affari: Volatilità e Opportunità Intraday
Piazza Affari resiste ai dazi, con il Ftse Mib in calo minimo (-0,1%). Interesse: Le banche dominano: BPER (+4,86%) e Popolare di Sondrio (+4,68%) brillano, mentre UniCredit (-0,1%) e Banco BPM (+3,5%) restano sotto i riflettori. Le utility come Enel e Terna, insieme a Leonardo (+1%), mostrano resilienza, ma il settore del lusso, come Brunello Cucinelli (-0,88%, rating “buy” di Berenberg con target price a 125 euro) e Loro Piana (in amministrazione giudiziaria a Milano per un anno), risente dell’incertezza sui dazi.
A Parigi, LVMH perde l’1,8%. Seco registra ricavi semestrali di 98 milioni di euro (+3%), con un margine lordo al 53,5% e crescita prevista del 10% fino al 2027. La strategia intraday per il 14 luglio suggerisce uno short su rimbalzo a 40.280 punti, con target a 40.180, 40.080, e 39.970-39.940, e stop a 40.360.
Mercati dei Cambi: Stabilità in un Contesto Volatile
L’euro rimane stabile a 1,1689 dollari (da 1,1684) e 172,11 yen (da 172,32), con il dollaro-yen a 147,24.
La stabilità della moneta unica riflette la fiducia nei negoziati UE-USA, nonostante le tensioni geopolitiche e i dazi. La forza del dollaro, sostenuta dalle politiche di Trump, influenza i mercati delle materie prime e delle valute, con impatti su settori come l’export italiano (moda, macchinari).
Cina: Esportazioni Resilienti, Domanda Interna Fragile

Le esportazioni cinesi a giugno 2025 crescono del 5,8% annuo, trainate da Sudest asiatico (+16,8%) e UE (+7,6%), ma le importazioni (+1,1%) riflettono una domanda interna debole. Interesse: Il surplus commerciale raggiunge 585,96 miliardi di dollari (+35%), ma il calo degli scambi con gli USA (-16,1%) e il PIL atteso al 5,1% (in calo dal 5,4% del Q1) segnalano fragilità.
Le importazioni di greggio (+7,4%) sostengono i prezzi del petrolio, beneficiando aziende come Eni. Il settore del lusso italiano, con marchi come Ferragamo, Moncler, e Brunello Cucinelli (crescita prevista del 7% fino al 2027), può capitalizzare sulla domanda asiatica.
Crisi ex Ilva: Un Nodo Critico per l’Industria Italiana
La crisi dell’ex Ilva di Taranto, al centro di una riunione al Mimit con il ministro Adolfo Urso, coinvolge 35 vertenze aperte e oltre 30.000 lavoratori. Interesse: I sindacati chiedono garanzie su cassa integrazione e continuità produttiva, mentre Urso propone una nuova gara per rilanciare l’impianto, che opera al 40% della capacità con debiti stimati in 2,5 miliardi di euro.
La crisi minaccia settori dipendenti dall’acciaio, come l’automotive e l’edilizia, con impatti su titoli come Tenaris e Danieli. Un’interruzione prolungata potrebbe costare all’Italia fino allo 0,3% del PIL annuo.
Germania: La Locomotiva Europea in Stallo
La Germania è in recessione tecnica, con un PIL in calo dello 0,2% nel 2024 e una crescita prevista al solo 0,1% nel 2025, rivista al ribasso dal +0,7% (fonte: Bundesbank). Interesse: La dipendenza dal gas russo, interrotta dalla crisi ucraina, e il rallentamento della domanda cinese (-2,8% export nel 2024) colpiscono l’industria, in particolare l’automotive, con Volkswagen che minaccia la chiusura di stabilimenti per la prima volta in 87 anni. I costi energetici, quattro volte superiori agli USA, frenano la ripresa. L’Italia, con l’11% delle sue esportazioni dirette in Germania, risente di questa crisi, ma può diversificare verso mercati asiatici e americani.
Crisi Automotive Italiana: Un Settore sotto Pressione
L’industria automobilistica italiana ha subito un crollo della produzione del 36% nel 2023-2024, rispetto al -7,7% della Spagna (fonte: Anfia). Interesse: La transizione verso l’elettrico, i costi energetici, e i dazi USA del 25% sulle auto straniere pesano su Stellantis, con un calo del 6,7% delle vendite in Europa nel 2024, nonostante una ripresa negli USA (+5% nel Q2). Investimenti in batterie di nuova generazione e mobilità sostenibile sono cruciali per il rilancio.
Eni e Azule Energy: Una Scoperta Strategica
Eni, tramite Azule Energy con BP, ha annunciato una scoperta di gas naturale in Angola, con un potenziale di 2 trilioni di piedi cubi.
Questo rafforza la posizione di Eni in un settore energetico volatile, con un dividendo atteso del 4,5% nel 2025. La scoperta amplia le prospettive di crescita in Africa, un mercato chiave per le major energetiche.
Brunello Cucinelli e Seco: Stelle del Made in Italy
Brunello Cucinelli conferma il rating buy di Berenberg (target price 125 euro), nonostante stime di fatturato ridotte dell’1-2%. Seco registra ricavi semestrali di 98 milioni di euro (+3%), con un margine lordo al 53,5%. Entrambi incarnano l’eccellenza italiana, con crescita prevista del 7% per Cucinelli e del 10% per Seco fino al 2027.
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