Fed hawkish, mercati in bilico: analisi 17/09/2026

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Fed hawkish, BCE in scia: mercati in bilico tra dati macro e tensioni geopolitiche

La seduta borsistica del 17 settembre 2026 si è chiusa all’insegna della cautela, con gli investitori chiamati a digerire le mosse delle banche centrali e a valutare le implicazioni di un quadro macroeconomico ancora incerto.

FED

La Federal Reserve, sotto la guida del chairman Kevin Warsh, ha alzato i tassi di 25 punti base, portando il federal funds rate al 3,75%-4,00%, e segnalando la possibilità di un’ulteriore stretta entro fine anno per contrastare un’inflazione persistente. In Europa, l’attenzione si è concentrata sulla decisione della Banca Centrale Europea (BCE), che il 10 settembre ha votato per un rialzo dei tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e il tasso di sconto al 2,90%, con effetto dal 16 settembre 2026.

La BCE ha anche rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione eurozona, ora attesa in media al 3,0% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028, riflettendo preoccupazioni per l’impatto delle tensioni in Medio Oriente sui prezzi dell’energia. Sul fronte geopolitico, i conflitti in Medio Oriente continuano a sostenere i prezzi del petrolio, nonostante un ritracciamento tecnico legato all’aumento delle scorte USA. Questi elementi hanno alimentato volatilità sui principali indici azionari, sul Forex e sulle commodities, con gli investitori alla ricerca di rifugio nei metalli preziosi e nei titoli difensivi.

Italia: FTSE MIB e blue chip tra consolidamento e rotazioni settoriali

Il FTSE MIB ha chiuso la seduta del 17 settembre in rialzo dello 0,80%, attestandosi a 51.969,12 punti, dopo aver testato un minimo intraday a 51.685,01 e un massimo a 52.091,90. Sul grafico giornaliero, l’indice conferma una fase laterale-rialzista di medio periodo, con il prezzo che opera al di sopra delle medie mobili MM50 e MM200, mentre la MM20 agisce come primo supporto dinamico.

L’RSI(14) giornaliero si attesta intorno a 34-35, segnalando una condizione di ipervenduto recente e un potenziale di rimbalzo tecnico. I principali supporti immediati sono individuabili nell’area 51.200-51.500 punti, mentre le resistenze chiave si collocano tra 52.300 e 52.700 punti, in prossimità dei massimi recenti. Un’eventuale rottura al rialzo di 52.700 potrebbe aprire la strada verso nuovi test dei massimi storici, mentre una discesa sotto 51.200 esporrebbe l’indice a un ritracciamento più profondo verso la MM50.

Tra i blue chip italiani, Enel ha mostrato forza relativa, chiudendo a 8,898 euro (+1,80%), con un andamento che sul daily evidenzia un rimbalzo dalla zona di supporto 8,70-8,75 euro. Il titolo opera sopra la MM20 e la MM50, con un RSI in recupero da condizioni di ipervenduto, suggerendo un possibile consolidamento nell’area 8,80-9,00 euro.

Eni ha chiuso a 24,235 euro (-0,80%), in lieve ritracciamento ma mantenendosi sopra la MM200 giornaliera, con supporti a 23,80-24,00 e resistenze a 24,60-25,00. Generali e Intesa Sanpaolo hanno mostrato resilienza, con Intesa a 6,738 euro (+0,60%) e Unicredit a 83,08 euro, entrambi i titoli che operano in prossimità delle medie mobili di breve periodo e con RSI neutri, in attesa di nuovi catalyst macro.

Stellantis, a 4,338 euro (-3,33%), rimane sotto pressione strutturale, con il prezzo ben al di sotto della MM200 e un RSI debole, mentre Ferrari a 354,85 euro conferma un trend rialzista di lungo periodo, con supporti a 345-350 e resistenze a 360-365. Leonardo, a 50,10 euro, e Campari, a 6,062 euro, mostrano un comportamento laterale-rialzista, con RSI neutri e prezzi che testano le medie mobili di medio periodo. Essilor Luxottica e Banca MPS (11,792 euro, -0,14%) richiedono un monitoraggio specifico per livelli di dettaglio, ma il quadro settoriale italiano rimane orientato al consolidamento in attesa di nuovi flussi.

Forex: Eur/Usd e Gbp/Usd in attesa delle banche centrali

La coppia Eur/Usd ha chiuso a 1,1474 (+0,08%), dopo aver operato in un range 1,1456-1,1484, riflettendo l’attesa per le decisioni di Fed e BCE. Sul grafico giornaliero, il pair mostra una struttura laterale-rialzista, con il prezzo che testa la MM20 e la MM50, mentre la MM200 agisce come supporto dinamico nell’area 1,135-1,140. L’RSI(14) si attesta intorno a 40-41, indicando una condizione neutra con una leggera ribassista di breve periodo.

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I supporti chiave sono individuabili a 1,1450-1,1460, mentre le resistenze si collocano a 1,1500-1,1520 e, più in alto, a 1,1570-1,1600. Una rottura al rialzo di 1,1520 potrebbe aprire la strada verso 1,1570, mentre una discesa sotto 1,1450 esporrebbe il pair a un test di 1,1350.

Il Gbp/Usd ha chiuso a 1,3396 (0,00%), in attesa dell’annuncio della Bank of England. Sul daily, il pair opera sopra la MM50 e la MM200, con un RSI neutro e supporti a 1,3350-1,3370, mentre le resistenze si collocano a 1,3420-1,3450. Un break al rialzo di 1,3450 potrebbe targettizzare 1,3500, mentre una rottura di 1,3350 aprirebbe la strada verso 1,3300.

Commodities: metalli preziosi in ritracciamento, petrolio sotto pressione

Il Gold ha chiuso a 4.298,47 dollari l’oncia (-0,79%), dopo aver testato un minimo intraday a 4.274,30 e un massimo a 4.407,67. Sul grafico giornaliero, il metallo prezioso conferma un trend rialzista di medio-lungo periodo, con il prezzo che opera ben al di sopra delle medie mobili MM20, MM50 e MM200. L’RSI(14) si attesta intorno a 55-60, indicando una condizione neutra con una leggera偏向 ribassista di breve periodo.

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I supporti chiave sono individuabili a 4.270-4.280 dollari, mentre le resistenze si collocano a 4.330-4.350 e, più in alto, a 4.400-4.420. Una rottura di 4.350 potrebbe aprire la strada verso 4.400, mentre una discesa sotto 4.270 esporrebbe il prezzo a un ritracciamento verso 4.230-4.250.

L’Silver ha chiuso a 63,513 dollari l’oncia (-0,54%), dopo aver operato in un range 62,77-65,465. Sul daily, il titolo opera sotto la MM20 (64,91), con un RSI a 48,73, segnalando una condizione neutra con una leggera偏向 ribassista di breve periodo. I supporti sono a 62,80-63,00, mentre le resistenze si collocano a 64,50-65,00.

Il Petrolio WTI ha chiuso a 102,06 dollari al barile (-3,56%), in ritracciamento dopo i massimi recenti. Sul grafico giornaliero, il WTI mostra una struttura rialzista di medio periodo, ma con un ritracciamento tecnico dalla zona di resistenza 105-107 dollari. L’RSI(14) si attesta intorno a 34-37, indicando una condizione di ipervenduto di breve periodo e un potenziale di rimbalzo. I supporti chiave sono a 100-101 dollari, mentre le resistenze si collocano a 105-107 e, più in alto, a 110. Il Brent ha chiuso a 105,52 dollari al barile (-2,97%), con supporti a 102-103 e resistenze a 108-110. Una rottura di 105 nel WTI potrebbe targettizzare 110, mentre una discesa sotto 100 esporrebbe il prezzo a un test di 97-98.

USA: Nasdaq 100 e S&P 500 tra volatilità e supporto tecnico

Il Nasdaq 100 Futures ha chiuso a 29.667,00 punti (+1,40%), dopo aver testato un minimo intraday a 29.369,25 e un massimo a 29.680,75. Sul grafico giornaliero, l’indice conferma un trend rialzista di medio-lungo periodo, con il prezzo che opera ben al di sopra delle medie mobili MM20, MM50 e MM200. L’RSI(14) si attesta intorno a 55-60, indicando una condizione neutra con una leggera偏向 rialzista di breve periodo.

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I supporti chiave sono a 29.250-29.400 punti, mentre le resistenze si collocano a 29.700-29.800 e, più in alto, a 30.000-30.200. Una rottura di 29.800 potrebbe aprire la strada verso 30.000, mentre una discesa sotto 29.250 esporrebbe l’indice a un ritracciamento verso 29.000-29.100

Tra i titoli USA, Intel ha mostrato forza relativa, sostenuto dalle notizie su possibili trattative con SK Hynix per il settore memory-chip. Nvidia, Tesla, Apple, Microsoft, Alphabet, Meta, JPMorgan, Broadcom, Berkshire Hathaway, Visa, Exxon Mobil, Johnson & Johnson, Palantir, Bank of America, AMD, General Electric, Procter & Gamble, Goldman Sachs, IBM, McDonald’s, Walt Disney e Coca Cola hanno mostrato comportamenti differenziati, con i titoli tecnologici e growth che hanno beneficiato del rimbalzo del Nasdaq 100, mentre i titoli value e finanziari hanno risentito della volatilità dei tassi

Lo S&P 500 ha chiuso a 7.614,52 punti (+0,38%), dopo aver testato un minimo intraday a 7.598,25 e un massimo a 7.626,83. Sul daily, l’indice mostra una struttura laterale-rialzista, con il prezzo che testa la MM20 e la MM50, mentre la MM200 agisce come supporto dinamico a 7.173. L’RSI(14) si attesta intorno a 35-40, segnalando una condizione di ipervenduto di breve periodo e un potenziale di rimbalzo. I supporti chiave sono a 7.580-7.600, mentre le resistenze si collocano a 7.620-7.640 e, più in alto, a 7.660-7.680. Una rottura di 7.640 potrebbe targettizzare 7.660, mentre una discesa sotto 7.580 esporrebbe l’indice a un test di 7.550.

Tra i titoli USA, Intel ha mostrato forza relativa, chiudendo a 102,18 dollari (+5,19%), sostenuto dalle notizie su possibili trattative con SK Hynix per il settore memory-chip. Nvidia ha chiuso a 215,76 dollari (+1,69%), Tesla a 361,65 dollari (+1,42%) e Oracle a 143,69 dollari (+2,38%), tutti i titoli che operano sopra le medie mobili di breve periodo e con RSI neutri.

Apple, Microsoft, Alphabet, Meta, JPMorgan, Broadcom, Berkshire Hathaway, Visa, Exxon Mobil, Johnson & Johnson, Palantir, Bank of America, AMD, General Electric, Procter & Gamble, Goldman Sachs, IBM, McDonald’s, Walt Disney e Coca Cola hanno mostrato comportamenti differenziati, con i titoli tecnologici e growth che hanno beneficiato del rimbalzo del Nasdaq, mentre i titoli value e finanziari hanno risentito della volatilità dei tassi.

Europa: DAX, Eurostoxx e titoli continentali in consolidamento

Il DAX ha chiuso a 25.421,77 punti (+0,03%), mostrando un comportamento laterale-rialzista, con il prezzo che opera in prossimità delle medie mobili di medio periodo e RSI neutri. L’Eurostoxx ha mostrato un andamento simile, con Goldman Sachs che ha rivisto al rialzo le previsioni sugli utili per l’Europa, portando la stima di crescita dell’EPS al 15% per il 2026.

Tra i titoli europei, ASML, LVMH, SAP, Hermes, Siemens, Santander, Allianz, Schneider, BNP Paribas, Spotify, ING, AXA, Deutsche Bank, Société Générale e Volkswagen hanno mostrato performances differenziate, con i titoli del lusso e tecnologici che hanno beneficiato del sentiment positivo sui mercati asiatici, mentre i titoli finanziari e industriali hanno risentito della volatilità dei tassi e delle materie prime.

In particolare, ASML e SAP hanno mostrato forza relativa, con prezzi che operano sopra le medie mobili di breve periodo e RSI neutri, mentre LVMH e Hermes hanno consolidato i guadagni recenti, con supporti a breve termine ben definiti. Santander, Allianz, BNP Paribas e Deutsche Bank hanno mostrato maggiore volatilità, con RSI in area neutra e prezzi che testano le medie mobili di medio periodo

Mercati in attesa di nuovi catalyst, livelli chiave da monitorare

La seduta odierna ha evidenziato un mercato in fase di consolidamento, con gli investitori che digeriscono le decisioni della Fed e della BCE. I principali indici azionari hanno mostrato performances differenziate, con il FTSE MIB in rialzo dello 0,80%, il S&P 500 in guadagno dello 0,38% e il Nasdaq in calo dello 0,67%.

Le commodities hanno mostrato un quadro misto, con i metalli preziosi in ritracciamento e il petrolio sotto pressione. I livelli chiave da monitorare nei prossimi giorni sono: 52.300-52.700 per il FTSE MIB, 1,1500-1,1570 per l’Eur/Usd, 4.330-4.350 per il Gold, 105-107 per il WTI, 26.200-26.400 per il Nasdaq e 7.620-7.640 per lo S&P 500. Una rottura di questi livelli potrebbe definire la direzione dei mercati nel breve termine.

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